Auditorium
Storia
L’edificio che ospita quello che comunemente viene chiamato l’Auditorium di piazza della Libertà, realizzato tra il 1937 e il 1940 su progetto dell’architetto Alziro Bergonzo, nasce come “Casa Littoria” di Bergamo su un terreno di proprietà del vecchio ospedale, che da poco più di un decennio si era trasferito nella nuova sede ad ovest della città.
Passato in proprietà alla fine della guerra al Demanio dello Stato come tutti i beni appartenuti al partito fascista, cambiò non solo il nome in “Casa della Libertà” ma ovviamente anche l’utilizzo: troppo grande e così indissolubilmente legato per la connotazione architettonica e decorativa all’ideologia fascista, non si trovò soluzione migliore per attenuarne il valore simbolico che assegnarlo in uso a svariati e non troppo rappresentativi enti statali, il più importante dei quali è stato per anni il Provveditorato agli Studi della Provincia di Bergamo.
La perdita della funzione celebrativa e di rappresentanza ha relegato un po’ ai margini della vita cittadina sia l’edificio che la grande piazza antistante, a dispetto della posizione centralissima nella città. L’unico spazio che nel corso dei decenni ha acquistato un maggior peso in termini di utilizzo e che ha contribuito a riallacciare i rapporti tra l’edificio e la città è l’Auditorium, realizzato negli anni ’50 a piano terra isolando alcune sale dal resto dell’edificio e adattandolo attraverso nuove opere alla nuova funzione.
Fanno parte dell’Auditorium l’atrio di ingresso, ricavato nel “Sacrario”, il foyer, lunga galleria precedentemente utilizzata per l’esposizione in vetrine di materiale relativo alla rivoluzione fascista, la grande sala per gli spettacoli (ex salone della Vecchia Guardia) con la platea degradante dalla capienza di circa 300 persone, i servizi igienici dove un tempo era il “Sacello dei Gagliardetti”.
Per la sua realizzazione si resero necessarie la ridistribuzione dei percorsi, la formazione dei servizi igienici e la creazione delle attrezzature funzionali al nuovo uso.
Un nuovo ingresso venne aperto sul fronte est, in posizione un po’ defilata, e nell’atrio così ricavato fu realizzato un controsoffitto per mitigare l’eccessiva altezza dell’ambiente; alla sommità dello scalone d’accesso al foyer fu realizzata una parete divisoria completamente vetrata, filtro termoacustico tra l’ambiente esterno e la sala degli spettacoli.
Il foyer venne ricavato mediante la formazione di una parete divisoria che lo isolò dal grande atrio monumentale e con la realizzazione, verso la cavea, di sottili divisori alternati a pesanti tendaggi. L’intervento di maggior rilevanza fu la creazione, a livello del piano ammezzato dell’edificio, della cabina di proiezione; essa si sviluppa, per tutta la larghezza della sala, sopra l’ingresso della cavea, e con i lavori recenti, ha un collegamento diretto con gli spazi dell’auditorium.
Nel corso degli anni sono stati realizzati molti altri interventi minori, di carattere manutentivo o inerenti gli arredi e le attrezzature, e fra questi meritano un cenno la sostituzione dei serramenti delle finestre in ferro a vasistas con gli attuali in alluminio anodizzato (operazione comune a tutto l’edificio) e la recente sostituzione delle poltroncine della cavea.
Per circa quarant’anni l’Auditorium è stato gestito dalla Provincia di Bergamo, che ne ha curato la manutenzione, mentre dal 1998 è stato concesso in uso dal Demanio al Comune di Bergamo che a sua volta ne affidò la gestione alla Cooperativa cinematografica Lab 80 Film e alla Cooperativa teatrale Sezione Aurea.

